X-Varco controlla ogni connessione, app per app: uno scudo verde, arancio o rosso nella barra dei menu ti dice come va, e quando qualcosa non torna decidi tu con un click — consenti o blocca.
Sotto: un'estensione di sistema Apple (Network Extension) che esamina i flussi a livello di socket, regole per applicazione, quarantena per il software appena installato, blocco dei domini tracker e mappa mondiale dei collegamenti.
Nessuna configurazione da studiare: X-Varco parte in modalità osservazione e diventa severo solo quanto vuoi tu.
Apri l'app, un click su "Installa estensione", l'approvazione nelle Impostazioni di Sistema — e il filtro è dentro macOS, non un programma che gira di fianco.
Scudo nella barra dei menu: verde tutto bene, arancio qualche blocco, rosso raffica di blocchi. Un click e vedi gli ultimi flussi, senza aprire l'app.
Con "chiedi prima" attivo, la connessione sospetta resta sospesa — non bloccata, non passata — finché non scegli tu: consenti o blocca. La scelta diventa una regola, per sempre.
Ogni applicazione ha la sua regola: consenti o blocca, sempre o solo in una fascia oraria (le regole scavalcano la mezzanotte, 22:00 → 7:00 funziona). Le regole per dominio valgono ovunque: "blocca facebook.com" ferma anche i sottodomini, in qualunque app, e vince su ogni altra decisione. E il software appena installato finisce in quarantena: bloccato per i primi giorni finché non lo promuovi tu.

Ogni app riceve un voto da A a D in base a quante delle sue connessioni vanno verso domini di tracciamento. La mappa mondiale mostra dove si collegano le tue app — fili bianchi dal tuo Mac a ogni destinazione, punti rossi dove c'è stato un blocco, click sul punto per nome del server e indirizzo IP. E lo storico conserva 60 giorni di grafici per ora e per giorno.

X-Varco non è un wrapper: è un firewall costruito sulle API di sistema Apple, con le scelte tecniche documentate qui sotto.
Il filtro è un NEFilterDataProvider (framework Network Extension) che gira come estensione di sistema firmata e approvata dall'utente: macOS gli consegna ogni nuovo flusso socket — TCP e UDP, in uscita e in entrata — e l'estensione risponde con un verdetto allow/drop prima che il primo byte parta.
La regola di aggancio è totale (NEFilterSettings su ogni rete, ogni porta): niente liste parziali, niente proxy. Con "chiedi prima" il verdetto è pause: il flusso resta sospeso dal sistema finché l'utente non decide (timeout 60s → blocco).
Su macOS il flusso non porta il bundle id: X-Varco risale all'app dall'audit token del processo via SecTask, ricavando l'identificativo di firma del codice — stabile tra versioni e non falsificabile, perché garantito dalla firma Apple.
Una cache limitata evita di rifare il lavoro crittografico a ogni connessione.
Cruscotto ed estensione parlano su un mach service XPC nel gruppo app: l'app spinge regole e impostazioni al filtro e riceve i flussi in tempo reale; lo storico viaggia nella direzione opposta.
Niente file condivisi: l'estensione gira come root e non vede il contenitore dell'utente — una trappola classica di questa architettura, risolta qui alla radice.
L'estensione mantiene aggregati per ora (consentiti/bloccati/tracker), per app e per indirizzo IP, potati a 60 giorni e salvati periodicamente: i grafici e la pagella non ripartono mai da zero e il costo su disco resta di pochi KB.
La prima apparizione di ogni app alimenta la quarantena; le destinazioni abituali alimentano l'allarme anomalie.
La lista di Peter Lowe (3.536 domini pubblicitari e di tracciamento) è incorporata nell'app e nell'estensione: classifica i flussi per la pagella e, con l'interruttore acceso, li blocca a livello di socket con confronto per suffisso di dominio.
Lo stesso confronto serve le regole per dominio dell'utente ("blocca facebook.com ovunque"), che hanno la priorità su tutto il resto.
Geolocalizzazione completamente locale: il database DB-IP City Lite è incorporato nell'app e letto da un lettore MMDB scritto su misura — nessun indirizzo lascia mai il Mac. La posizione "Il mio Mac" usa i servizi di localizzazione di sistema, con permesso esplicito.
La mappa è MapKit nativo: punti aggregati per città, dimensione proporzionale al traffico, polilinee dal Mac a ogni destinazione.
Il pulsante "Spiegami" interroga l'API Anthropic (modello claude-opus-5) con i metadati del flusso — app, destinazione, porta, esito, categoria — e restituisce due frasi in italiano per chi non è tecnico.
Funzione opzionale: serve una chiave API personale, e senza chiave l'app funziona per intero.
Cruscotto, flussi, regole, pagella, storico (Swift Charts), mappa e interruttori sono SwiftUI puro; il semaforo è una MenuBarExtra con icona ridisegnata a ogni cambio di stato.
Notifiche di sistema per le anomalie, finestra di decisione AppKit sui blocchi di sicurezza, avvio al login con SMAppService.
App ed estensione sono firmate con hardened runtime; l'estensione dichiara content-filter-provider e l'app system-extension.install. L'aggiornamento dell'estensione è automatico a ogni avvio, con numero di build che cresce a ogni versione.
Progetto generato con XcodeGen, versionato in git, build riproducibili.
Preferiamo dirlo noi, chiaramente, prima che lo scopriate voi.